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        Biografia del maestro Raffaele La Scala       

                                                                                                                                                                                                                                                                                                  
 
L'attività lavorativa del maestro Raffaele La Scala comincia già all'età di cinque anni, quando ha dovuto lottare per provvedere al sostentamento della famiglia, alternando le sue giornate tra scuola e lavoro.
Tutto ciò durò per poco tempo e cioè fino a quando non raggiunge la licenza elementare, momento d'inizio vero e proprio della
sua carriera lavorativa.
Per sei, sette anni segue gli insegnamenti dei migliori maestri carradori della scuola di Comiso, paesino in provincia di Ragusa,
All'età di diciassette anni capì che era arrivato il momento di aprire bottega e così fece; aprì una bottega a Gran Michele, trenta
km da Ragusa, dove lavorò principalmente con la manutenzione di carri già esistenti e ogni tanto con la costruzione di carri ex
novo. Successivamente la chiamata alle armi lo costrinse a chiudere l'attività e partire per Cassino.
Giunto lì però fu concedato presto poiché, essendo figlio unico e orfano di padre, doveva provvedere personalmente al sostentamento
della famiglia.
Ritornato a Comiso in un momento propizio per la diffusione del carretto, ricevette molte commissioni per la costruzione di nuovi
carri e per il rifacimento di vari pezzi deterioratisi con il tempo.
Alcuni agrigentini, vedono il maestro lavorare, ne
rimangono affascinati e gli propongono di trasferirsi ad Agrigento dove sicuramente il lavoro si sarebbe triplicato.
Per più di vent'anni lavora ad Agrigento, dove con fatica ed umiltà, ha costruito una  trentina di carri nuovi, alternando molto lavoro di manutenzione tra le varie costruzioni di carretto.
Intanto comincia la motorizzazione e alla nascita delle prime motoape il lavoro del carradore comincia a rallentare per poi scomparire del tutto nel giro di pochi anni tanto da costringere la maggior parte dei lavoratori a cambiare mestiere.
La collezione del maestro Raffaele La Scala comincia dopo qualche anno di inattività, quando capisce che gli attrezzi e il legno che dall’età della fanciullezza lavorava con tanta passione e amore erano fondamentali per lui.
La collezione oggi vanta la presenza  di cinque carretti che vedono raffigurati famosi pezzi di storia che i nostri lontani antenati hanno vissuto e scritto sui libri.
Costruiti tutti a mano con delle tecniche che solo chi ha avuto la fortuna di vederle applicare può capire;sono stati apprezzati ovunque.
La collezione è arricchita da altri tre piccoli carretti e da una carrozza unica nel suo genere sicuramente di gran valor per le rifiniture e sculture. Infine svariate parti di carretto insieme a tutti gli attrezzi adoperati per la costruzione e la mano d’opera fanno parte della collezione stessa.
Oggi a quasi un anno dalla sua scomparsa i progetti per l’allestimento della mostra permanente procedono per il migliore dei modi con la voglia di fare sempre cose nuove, ricche e utili per far conoscere anche ai nostri giovani, vecchie  tradizioni ormai perdute.
                  











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